L'intensità travolgente
F
ederico Zeri
    Per molto tempo ho trascorso gran parte delle mie giornate osservando nuvole: le loro forme, i movimenti, le stratificazioni, il modo di reagire alla luce del sole, i reciproci riflessi, il formarsi ed il dissolversi..

    Da allora ho la ferma convinzione che nelle nuvole esiste una sorta di intelligenza, arcana e nascosta, a noi incomunicabile ed incomprensibile. Di questa mia certezza feci partecipe l'amico Stanley Moss, che ad uno dei suoi splendidi libri di poesie ha apposto il titolo "The intelligence of clouds". Mi applicavo all'osservazione soprattutto nell'ora del tramonto, fotografando spesso le fiammeggianti metamorfosi cromatiche in cui le nubi si fondono quando il sole scende all'orizzonte.

     Il ricordo più vivo dei miei molti viaggi nell'Oceano Atlantico è legato agli accordi arroventati, oppure freddi, dello spettacolo sempre nuovo, imprevedibile e stupefacente, talvolta persino terrificante, dell'unione di aria, luce ed acqua da cui l'orizzonte viene frantumato prima che la notte chiuda su tutto il suo impenetrabile sipario.

     E' un'emozione che ora si rinnova davanti ai dipinti di Franco Cilia, sorretti da un tessuto cromatico di assoluta violenza, che, nell'annientarsi di qualsiasi riferimento tangibile e misurabile, invitano a naufragare verso la dissoluzione contemplativa. Resto affascinato da questo percorso di morte e resurrezione.

     C'è da chiedersi come Cilia sia pervenuto a risultati come questi. Molti anni, forse decenni, addietro, egli iniziò a dipingere paesaggi naturalistici, liberandosi progressivamente dai dati della rappresentazione della realtà visiva. puntando verso la resa di un significato più intimo, di valore universale. In questo percorso, le forme si sono man mano dissolte, ed ha finito col prevalere il colore, puro ed assoluto.

     Terra, acqua ed aria si sono trasfigurate, fondendosi in una formula che dapprima si è accostata a taluni Espressionisti Tedeschi, sul tipo di Nolde, per poi approdare, per vie autonome, su William Turner. Non saprei che titoli riferire a questi quadri , talvolta di intensità travolgente; forse sarà bene indicarli col numero progressivo della loro nascita.


     From years I've spent a great part of the day observing clouds: their form, movement, stratification, their reaction to sunlight, their reciprocal reflections, the way they form and then dissolve. Since then, I have been of the firm convinction that there is a sort of intelligence in clouds, arcane and hidden, incommunicable and incomprehensible to us, I shared this certainty of mine with a friend. Stanley Moss, who entitled one of his splendid poetry books «The intelligence of Clouds». In particular, I studied his observation of the sunset, often photographing the fragmented chromatic matamorphosis where clouds melt when the sun descends to the horizon. The most vivid memory of my many trips across the Atlantic Ocean is tied to the harmony of the ever-changing panorama of the union of air, light and water which shatters the horizon before night closes its impenetrable curtain on everything. This scene is unpredictable and stupefying, sometimes even terrifying.

     It is an emotion which is rekindived in front of the paintings of Franco Cilia, sustained by a chromatic material of total violence, which in humbling itself to any tangible and measurable reference, dissolve toward contemplative dissolution. I am fascinated by this journey of death and resurrection.

    We must ask how Cilia achieved these results. Many years, perhaps even decades ago, he began painting naturalist landscapes, progressively freeing himself from the strict representation of visual reality, moving toward a more intimate meaning of universal value.

     Earth, water and air were transformed, melting into a formula which at first likened the German Expressionist, like Nolde, and then approached William Turner. I wouldn't know what titles to attribute to these works which are at times overwhelmingly intense; perhaps we could identify them by ascending number, allowing us to show their development since birth.

Numero 48
Numero 48
Acrilico su tela, 30x40, 1997

Numero 12
Numero 12
acrilico su tela 120x200, 1995

Numero 29
Numero 29
acrilico su tela 100x100, 1996

Numero 4
Numero 4
acrilico su tela 30x40, 1994


Numero 54
Numero 54
Acrilico su tela 30x40, 1997